Donne italiane e pillola contraccettiva
Nel 2010 il preservativo rimane il metodo anticoncezionale più usato; solo il 16,2% delle donne italiane fa ricorso alla pillola contraccettiva, mentre la media europea e’ del 30%. Questi i dati dell’Istat e dell’IMF in materia di metodi di contraccezione. La controtendenza di alcune regioni -Sardegna, con l’oltre il 30% e Valle d’Aosta, 23%, fra tutte – può essere spiegata sia con l’efficacia delle campagne di sensibilizzazione, che come un fattore prevalentemente socio-culturale. Disinformazione e luoghi comuni ma, soprattutto, motivazioni etiche e religiose, condizionano ancora pesantemente le donne. nelle scelte che riguardano la loro vita sessuale. Avere una vita sessuale regolare – che l’assunzione della pillola renderebbe evidente – e’ ancora considerato una vergogna, e il mito della verginità’ prematrimoniale sussiste ancora. In realtà’, mentre si abbassa continuamente l’eta’ dei primi rapporti sessuali (14-16 anni, secondo le stime della Societa’ Italiana di Ginecologia e Ostetricia), questi avvengono senza precauzioni nel 37% dei casi. Il 37% decide da sola senza consultare nessuno e ben otto donne su dieci ha dichiarato nel 2010 di non avere mai fatto uso di metodi contraccettivi. La sensibilizzazione sull’argomento ha ancora un lungo cammino davanti a se’. E dove l’assunzione della pillola e’ maggiore, diminuisce il consumo delle pillole abortive e, ovviamente, degli aborti veri e propri.
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